Alessandro Lattuada a capo della nuova BU di Takeda dedicata alle malattie rare

photo by Alena Darmel

 

Takeda Italia crea una nuova Business Unit dedicata alle malattie rare, 5mila-8mila patologie che tutte insieme colpiscono circa 300 milioni di persone in tutto il mondo. A capo della BU ci sarà Alessandro Lattuada, 52 anni, con lo scopo di allineare in un unico team tutte le risorse necessarie a trasformare nei prossimi anni il trattamento di “patologie poco diffuse e ancora troppo poco conosciute“, la cui rarità rende spesso più complessa la ricerca di farmaci. Di tutte le malattie rare – sottolinea Takeda – solo poco più di 100 hanno una specifica terapia a disposizione, ovvero poco più dell’1%.

“L’investimento – spiega l’azienda in un comunicato- si inserisce in un contesto che a livello istituzionale sta riservando grande attenzione al tema delle malattie rare, come testimoniato dalla recente approvazione in Senato del Testo unico con il quale verranno introdotte importanti novità dal punto di vista regolatorio. Un segnale importante per l’Italia, che non deve indurre a sottostimare il fatto che ancora molto occorre fare per il bene dei pazienti. Un impegno che Takeda ha assunto ormai da tempo, e che si rinnova con questa scelta organizzativa che si va ad aggiungere agli imperativi strategici” di sempre: “La ricerca e sviluppo di terapie altamente innovative, la diagnosi precoce e lo screening neonatale, l’accesso rapido a cure di valore, l’assistenza domiciliare e la telemedicina“.

La nuova Business Unit Rare consolida l’attuale portfolio composto da più di 40 prodotti destinati a patologie rare, ma altamente invalidanti, come l’emofilia, l’angioedema ereditario, le malattie da accumulo lisosomiale e le immunodeficienze primitive e secondarie.

Alessandro Lattuada ha lunga esperienza nel settore farmaceutico e nell’ambito delle malattie rare. E’ entrato in azienda a seguito dell’integrazione con Shire nel 2020, nel ruolo di Business Unit Director, gestendo con successo il lancio di un trattamento innovativo per l’angioedema ereditario durante l’emergenza Covid-19 e assicurando una collaborazione proficua con i principali stakeholder nazionali per gestire la carenza di plasmaderivati, terapie salvavita per le malattie rare.