Assemblea pubblica Farmindustria. Le parole del Presidente Scaccabarozzi e della Ministra Grillo

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“Entro il vicino 2025 si stimano innovazioni così straordinarie che consentono di parlare di una vera e propria rivoluzione nella risposta ai bisogni di salute. La tanto conclamata centralità della persona può diventare una realtà concreta. I livelli di benessere psichico e fisico nella nostra comunità nazionale possono essere drasticamente elevati. Sono obiettivi così alti da sollecitare in tutti i potenziali protagonisti un rinnovato approccio cooperativo. Noi ci siamo!”

Con queste parole Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, ha aperto la sua relazione all’Assemblea Pubblica tenutasi ieri a Roma, presso l’Auditorium della Conciliazione.

Lo scenario descritto dal presidente evidenzia un sistema vitale e dinamico che però entro qualche anno sarà chiamato ad una riforma radicale. “Entro il 2025, ci sarà una rivoluzione nella risposta ai bisogni di salute, con una centralità della persona davvero concreta e livelli di benessere più elevati”. Si verificherà un vero e proprio “Rinascimento dell’innovazione” testimoniato dal numero crescente di nuovi medicinali approvati a livello internazionale. L’Italia ha tutte la carte in regola per essere competitiva a livello globale che vede protagonisti grande economie, come quelle americana e cinese, ma anche piccoli Paesi come Israele e Singapore.

Intanto continua ad aumentare il valore della produzione farmaceutica che nel 2018 ha raggiunto i 32,2 miliardi di euro, con un incremento del 3,2% rispetto all’anno precedente. Merito soprattutto dell’export (+4,7%) ma anche degli investimenti in ricerca e sviluppo (3 miliardi), nonché dell’efficienza del sistema produttivo italiano, che resta primo in Europa.

Ma secondo Scaccabarozzi è giunto il momento di discutere di una rinnovata governance. Di mettere sul tavolo le giuste competenze ed i modelli “fatti dalle persone per le persone”. Durante il suo discorso ha affermato che “il recente accordo tra Farmindustria e Regioni insieme al ministero della Salute, per il pagamento di 2,4 miliardi di euro relativi al payback può aprire una rinnovata fase cooperativa se rimarrà vivo quel metodo di dialogo che esclude decisioni unilaterali”. Il Patto dovrà avere uno sviluppo anche verso altri obiettivi: “La nuova governance farmaceutica, adatta ai tempi, le risorse adeguate anche con la conferma dei fondi per i medicinali innovativi, l’equo accesso alle terapie su tutto il territorio nazionale, la tutela del brevetto e il valore del marchio, il riconoscimento del nostro ruolo industriale”.

Scaccabarozzi parla anche di “evidente sottofinanziamento della spesa farmaceutica pubblica pro capite in Italia, ancora oggi inferiore alla media dei big europei di oltre il 25%”. Per Scaccabarozzi mettere le persone al centro “significa offrire risorse adeguate”. Anche i prezzi dei medicinali “sono più bassi di circa il 15-20% rispetto alla media dei big Ue con un calo progressivo del 33% dal 2001 con un’inflazione salita del 32,5%”.

In questo quadro, che deve necessariamente includere la sostenibilità del SSN, il presidente Farmindustria sostiene che l’innovazione dovrebbe prevedere un modello di spesa sostitutiva e non aggiuntiva. “Siamo pronti a parlare della sostenibilità delle nuove terapie discutendo schemi di remunerazione secondo la cosiddetta Value Based Healthcare, che prevede il pagamento della terapia in base al beneficio che ne trae il paziente. E lo Stato, le Regioni devono essere disponibili a calcolare i minori costi che generano sui servizi”. Bisogna dunque misurare il costo dei nuovi farmaci (ce ne sono sedicimila in fase di sviluppo, alcuni dei quali con elevate caratteristiche innovative, come ad esempio le Car-T) “con la riduzione delle spese connesse all’assistenza, la diminuzione del numero dei ricoveri, la prevenzione e il rallentamento delle patologie”.

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, che quest’anno è intervenuta all’Assemblea, ha riconosciuto l’importanza del sistema industriale italiano, rassicurando anche la platea degli imprenditori che non saranno previsti ulteriori tagli di spesa. “Stiamo lavorando – dice la ministra- all’evidente sottofinanziamento della spesa farmaceutica indicato da Scaccabarozzi. Ebbene, nella scorsa legge di Bilancio – comma 514 – abbiamo previsto l’aumento del Fondo sanitario nazionale di 3,5 miliardi per i prossimi due anni. E difenderò questa previsione con tutte le mie forze, perché questo aumento è il minimo sindacale per la sopravvivenza del nostro Servizio Sanitario Nazionale”. La ministra ha sottolineato anche che il rifinanziamento del fondo dei farmaci innovativi oncologici e innovativi non oncologici (1 miliardo) “non è in discussione”.

Dunque, si dovrà continuare “a collaborare fattivamente, ognuno nel suo ruolo, e in modo proficuo così come è avvenuto per l’annosa risoluzione del payback”. Il ministro ha anche dichiarato che “la revisione del prontuario arriverà a brevissimo. (…) Da troppi anni si aspetta un vero aggiornamento del Prontuario. Ancora oggi abbiamo differenze di prezzo di farmaci non giustificate dal loro valore terapeutico. La sostenibilità della salute che verrà passa anche da questi aspetti”.

Il tema della carenza dei farmaci – discusso in occasione della tavola rotonda – è stato affrontato in un tavolo al ministero della Salute ma, secondo il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Li Bassi, si tratta di un’emergenza che sta colpendo diversi paesi in Europa, non solo l’Italia. Insieme al nostro Paese, infatti, troviamo anche Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Norvegia, Austria ed altre nazioni. “Il problema sta aumentando in modo esponenziale in tutti i paesi e non abbiamo la percezione giusta delle ragioni che stanno favorendo questa dinamica”. Anche su questo punto la soluzione passerà – secondo le parti – attraverso la collaborazione auspicata tra il mondo dell’industria e quello delle istituzioni.