Innovazione tecnologica e competenze multidisciplinari. Ecco i nuovi ruoli nel pharma 4.0

photo by Franck V.

Con una velocità mai vista prima l’intero comparto farmaceutico, che conta oggi un numero di addetti di circa 66.500 unità, sta attraversando uno scenario di rivoluzionaria innovazione tecnologica. Da qui al 2021 le imprese del farmaco assumeranno circa 3mila persone: una parte dei nuovi lavoratorisi troverà di fronte ad attività professionali completamente nuove, mentre un’altra parte sostituirà il lavoro dei colleghi in uscita, ammodernandolo. Nel mercato farmaceutico faranno la differenza le competenze, la formazione continua e i nuovi ruoli. Lo sostiene a gran voce Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria.

E dunque, oltre alle skills prettamente medico-scientifiche, occorreranno anche competenze ingegneristiche, matematiche ed informatiche, oltre alla ormai fondamentale capacità di lavorare in team. Purtroppo ad oggi a pesare molto – anche nel settore farmaceutico – è il forte gap tra istruzione e competenze richieste dall’industria. A pesare è in particolare uno dei nodi di fondo dell’istruzione italiana, e cioè che abbiamo pochi laureati e pochissimi laureati Stem (Science, technology, engineering and mathematics). In Italia, infatti, ogni anno, si laureano in discipline Stem solo l’1,4% dei giovani tra i 20 e i 29 anni, in prevalenza uomini (1,2% dei maschi contro un modestissimo 0,2% di donne).

Di qui l’esigenza di affrontare concretamente il cambiamento. Anche perché nel mercato farmaceutico le consueguenze della digitalizzazione porranno le basi soprattutto per nuove opportunità di lavoro, anziché sostituirlo. E questo succederà in particolare nelle aree dedicate all’innovazione – come ha spiegato Scaccabarozzi. Come? Accrescendo la capacità di produrre ed elaborare dati per rendere più efficienti le fasi di ricerca e migliorare l’efficacia delle terapie; ma anche nella produzione, trasformando i processi manifatturieri e distributivi e nel market access, cambiando i modi di comunicare con gli stakeholder e le modalità di monitoraggio dei risultati.

Come spiegato dal Sole24Ore, la tendenza sarà dunque quella di far evolvere i ruoli già esistenti richiedendo loro nuove e competenze. Nell’area R&D delle aziende, ad esempio, il ricercatore, il tecnico di laboratorio, l’analista dei dati dovranno aggiornare le proprie skills: dagli algoritmi di intelligenza artificiale per la scoperta di nuovi farmaci, all’uso di applicazioni e dispositivi di realtà virtuale per set-up di test clinici, all’elaborazione di grandi quantità di dati provenienti da fonti diverse, all’utilizzo di modelli di simulazione per lo sviluppo di molecole, alle applicazioni di blockchain. I profili “emergenti” che, parallelamente, saranno sempre più richiesti nella funzione R&D e riguardano in primo luogo i data scientist e gli esperti di machine learning, cybersecurity e blockchain, i manager digitali per una gestione innovativa dei dei trial clinici.

In area technical operations, le nuove competenze richieste al direttore di produzione, al personale di linea produttiva, al supply chain manager, agli ingegneri di processo/produzione riguarderanno nello specifico l’uso di reti e sensori per la raccolta dei dati di produzione e di nuovi macchinari di additive manufacturing (stampanti 3D, prototipizzazione virtuale), l’utilizzo di software di analisi predittiva per la manutenzione dei macchinari, le applicazioni di realtà aumentata per il monitoraggio delle linee, i software di machine learning e intelligenza artificiale per robot industriali. Anche nelle technical operations tuttavia saranno indispensabili anche nuove figure professionali. Parliamo di digital performance manager, ingegneri in grado di programmare algoritmi di big data per analizzare i flussi di produzione in tempo reale, ingegneri di telecomunicazione per la raccolta dati, esperti di cybersecurity per proteggere la fabbrica dai danni di un fermo macchina causato da virus informatici, esperti di cloud, ingegneri in grado di programmare algoritmi di process automation per robot industriali.

Anche in area marketing&sales si individuano una serie di profili professionali emergenti: clinical project manager al data analyst, dal digital marketing manager e web community manager al network builder.

Per affrontare questa sfida, Farmindustria e Miur hanno istituito un programma per avvicinare gli studenti al mercato e per orientarli nelle scelte universitarie. Al progetto hanno aderito 37 aziende, 10 scuole e oltre 200 ragazzi, ed è stato poi sottoscritto un accordo con i sindacati del settore finalizzato ad indirizzare correttamente “la forza lavoro del futuro”.