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La digitalizzazione nel rapporto medico-paziente. Ecco i dati per il 2019

photo by Rami Al-zayat

Il mondo digitale è sempre più il protagonista della rapporto tra medici e pazienti. Lo indica una ricerca dell’Osservatorio Innovazione digitale in sanità della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno ‘Connected Care: il cittadino al centro dell’esperienza digitale’. Gli strumenti digitali, ormai risultano presenti anche nella quotidianità dei camici bianchi, che li utilizzano per comunicare con i propri pazienti. L’85% dei medici di medicina generale e l’81% dei medici specialisti utilizza e-mail per inviare comunicazioni ai propri assistiti, mentre WhatsApp è utilizzato soprattutto per fissare o spostare appuntamenti e per condividere informazioni cliniche.

Lato cittadino, invece, meno di uno su cinque usa mail o WhatsApp per comunicare con il proprio medico, solo il 23% prenota online una visita specialistica e circa il 19% effettua il pagamento sul web. Anche se limitato, l’accesso ai servizi digitali dei cittadini è aumentato significativamente nell’ultimo anno e nella fascia 35-44 anni registra valori elevati. Oltre 4 cittadini su 10 (41%) usano App di coaching o dispositivi wearable per monitorare la propria salute e migliorare il proprio stile di vita. Lo smart watch, in particolare, è lo strumento che ha registrato l’aumento nell’utilizzo più evidente (circa un cittadino su 3).

Fra gli italiani, l’utilizzo di Internet e degli strumenti digitali per reperire informazioni e accedere ai servizi sanitari è in aumento rispetto all’analisi effettuata nel 2018. Tuttavia, il canale fisico rimane ancora quello privilegiato dalla maggiorparte della popolazione. Oltre un terzo dei cittadini che non soffrono di malattie croniche o problemi di salute di lunga durata, dichiara di cercare sul web informazioni generiche sulla salute, come malattie, sintomi e cure (38%) e su corretti stili di vita e alimentazione (37%). Anche fra gli over 65 qualcuno cerca informazioni online (27%). I canali più utilizzati dai cittadini sani sono i siti web istituzionali (52%), seguiti dai portali dedicati alla medicina e alla salute (30% in media), mentre App, blog e social network sono usati prevalentemente per informarsi sui corretti stili di vita e sull’alimentazione, perché ritenuti meno affidabili.

“Nel caso in cui i cittadini non possano rivolgersi a un medico per ricevere consigli su prevenzione e stili di vita in base a dati raccolti, potrebbe gio-care un ruolo fondamentale un coach virtuale in grado di fornire in modo proattivo, e sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, consigli su come migliorare i propri comportamenti sulla base dei parametri monitorati, come l’alimentazione e gli allenamenti” ha dichiarato Emanuele Lettieri, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione digitale in sanità . “Ad oggi questa opportunità desta tuttavia un moderato livello di interesse da parte dei cittadini, così come la chat con un assistente virtuale o un assistente vocale (per esempio Amazon Alexa o Google Home) per chiedere informazioni sulla salute e sullo stile di vita, probabilmente perché ancora poco note e dai benefici difficilmente valutabili per la maggior parte dei cittadini”.

La maggioranza dei cittadini in effetti – secondo lo studio – usa WhatsApp per chiedere al medico di fissare o spostare una visita e nel 47% dei casi per comunicare lo stato di salute. Circa la metà del campione trova online informazioni sui medici (51%) e su strutture e prestazioni sanitarie (44%), ma se si analizza l’accesso ai servizi sanitari i cittadini appaiono molto meno propensi al “digitale”. Infatti, solo il 23% ha prenotato online le prestazioni (21% tramite sito web e 2% attraverso App) e il 19% le ha pagate via web (15% tramite sito e 4% attraverso App), con percentuali più elevate però nella fascia 35-44 anni. Si tratta di percentuali di utilizzo ancora non molto elevate, ma in netta crescita rispetto ai tassi emersi nel 2018.