La “gola artificiale” che potrebbe restituire la voce a chi l’ha persa

photo by Quentin Keller

Si attacca al collo, come una specie di un tatuaggio temporaneo. Ed è in grado di trasformare i movimenti della gola in suoni. Si tratta di una gola artificiale indossabile, un apparecchio che potrebbe ridare la voce alle persone rimaste senza a causa di lesioni alle corde vocali. Il device è descritto sulla rivista Acs Nano da alcuni ricercatori dell’università di Pechino, come sottolinea Ansa.it.

Il prototipo della gola artificiale si basa su dei rilevatori che misurano i movimenti della pelle umana. E dunque battito cardiaco e pulsazioni possono essere convertiti in suoni. E’ sottile e simile alla pelle, fatta di grafene lavorato con il laser, grande circa due volte un’unghia del pollice. Per attaccarla alla pelle gli studiosi hanno usato dell’acqua e l’hanno collegata con degli elettrodi ad una piccola fascia sul braccio, che contiene un circuito, un microcomputer, un potente amplificatore e un decoder. Durante la sperimentazione, quando silenziosamente venivano imitati i movimenti delle parole con la gola, l’apparecchio li trasformava nei suoni emessi, come le parole ‘Ok’ e ‘No. Secondo i ricercatori, in futuro, le persone mute potrebbero essere quindi allenate ad effettuare dei segnali con la loro gola, così da poterli far tradurre in parole alla gola artificiale.