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Nasce Alia Therapeutics, la prima startup italiana che sfrutta le tecnologie di Editing Genetico

photo by Michael Longmire

A Trento nasce la prima startup in Italia di Editing Genetico: Alia Therapeutics. Alla sua guida due donne, Gabriella Camboni, già CEO di BiovelocIta, il primo acceleratore italiano per il red biotech, e la virologa Anna Cereseto, professoressa presso il Cibio dell’Università di Trento.
Alia Therapeutics è la prima startup italiana per la cura delle malattie genetiche con tecnologie di editing genomico Crispr ed ha come obiettivo quello di sviluppare nuove cure per patologie genetiche incurabili causate dalla mutazione di un singolo gene (ad esempio di tipo oculare o alcune tipologie di distrofie muscolari). La tecnologia Crispr – ad oggi una delle promesse più grandi della biomedicina, oggetto di intensa competizione internazionale – opera come una “forbice molecolare” per raggiungere e tagliare i segmenti di Dna delle cellule.

In particolare la startup ha in dote tre richieste di brevetto, alle quali probabilmente si aggiungerà una quarta innovazione su cui l’azienda di Trento sta lavorando. La prof.ssa Cereseto ha commentato: “Il sistema Crispr-Cas è una tecnologia potentissima, ma potenzialmente pericolosa perché può tagliare anche geni diversi da quelli designati. Per questo abbiamo messo a punto un primo brevetto, LentiSlices, che permette di portare nella cellula questa “forbice molecolare” e far sì che si autodistrugga una volta tagliato il gene bersaglio. Il secondo brevetto che abbiamo messo a punto, EvoCas, è sulla proteina Cas che funziona da guida verso il bersaglio da tagliare. Aumentare la precisione di Crispr è una delle sfide più importanti e l’innovazione introdotta con EvoCas ci permette di colpire solo il gene difettoso e lasciare intatto il resto del Dna. Il terzo Brevetto si chiama VEsiCas e riguarda il sistema di trasporto del complesso Crispr-Cas all’interno della cellula attraverso delle vescicole pseudo-virali”.

La nascita della startup trentina è sicuramente un importante segnale di dinamismo ed energia del biotech italiano, che già da tempo ha catturato interesse internazionale grazie ai successi nella terapia genica.