Riorganizzazione per Pfizer. Il gruppo punta all’alleanza con Mylan sui generici

photo by Austin Distel

Riorganizzazione per il colosso della farmaceutica Pfizer. Il gruppo ha annunciato infatti di voler scorporare della divisione Upjohn (di medicinali ormai con brevetto scaduto, come il Viagra, il Lyrica e il Lipitor) con l’obiettivo di creare un “colosso mondiale” specializzato in farmaci generici, in accordo con Mylan. L’accordo fra le due aziende è interamente azionario e mira alla creazione di un’entità di farmaci a basso costo. Questo permetterebbe a Pfizer di concentrarsi su medicinali e vaccini ancora protetti da brevetti o da esclusiva.

In base all’accordo, gli azionisti di Mylan avranno il controllo del 43% della nuova entità e quelli di Pfizer la quota rimanente. Si prevede che la nuova società avrà un fatturato di 19-20 miliardi di dollari nel 2020. La nuova azienda – di cui ancora non si conosce il nome – sarà guidata da Michael Goettler, che attualmente guida la divisione di farmaci “fuori brevetto” di Pfizer. Il Presidente di Mylan, Robert Coury, sarà invece il Presidente Esecutivo. A lasciare saranno l’attuale CEO di Mylan, Heather Bresch, e l’attuale CFO, Ken Parks.

Sono stati diffusi anche i dati relativi al secondo trimestre di Pfizer. Il gruppo con sede a New York ha chiuso il periodo con utili in rialzo del 30% annuo a 5 miliardi di dollari a fronte di ricavi in calo del 2% a 13,26 miliardi e ha annunciato di aver rivisto al ribasso le previsioni per l’esercizio intero. Questo a seguito dell’impatto della joint venture con GlaxoSmithKline nelle attività di consumer health. La revisione include anche le conseguenze dell’acquisto di Therachon Holding e quello atteso di Array BioPharma, quest’ultimo comprato per 10,6 miliardi di dollari.

Pfizer si aspetta un fatturato annuo di 50,5-52,5 miliardi di dollari e non più di 52-54 miliardi, sotto il consenso degli analisti che indicavano un fatturato 2019 in media a 53,2 miliardi. Con lo scorporo di Upjohn il portafoglio di Pfizer si alleggerirà, mentre la sua cassa incasserà. Upjohn, infatti, – che nel secondo trimestre ha registrato un calo dell’11% dei ricavi – emetterà 12 miliardi di dollari di bond prima dello scorporo.