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“Urgent Computing”: Dompé lancia il calcolatore che previene le epidemie

photo by John Schnobrich

E’ italiana la piattaforma Exscalate, archivio con oltre 500 miliardi di molecole, in grado di valutare contemporaneamente più di tre milioni di molecole al secondo su 30 target biologici differenti. E’ il risultato della collaborazione tra il Politecnico di Milano, il consorzio Cineca (uno dei maggiori centri di calcolo al mondo) e Dompé.

L’obiettivo è quella di dare risposta al cd. «urgent computing», una delle grandi sfide delle comunità scientifiche internazionali. Ovvero trovare in breve tempo una risposta farmacologica ad eventuali casi di pandemie. E quindi individuando una sintesi chimica efficace capace di bloccare o quantomeno circoscrivere l’epidemia. L’Italia rappresenta ancora una volta un punto di riferimento internazionale in tal senso, grazie all’eccellenza delle competenze matematico-ingegneristiche dei nostri scienziati e ricercatori e agli investimenti di aziende come Dompé.

Exscalate trova il suo primo campo di applicazione sulla crisi epidemiologica causata dal virus Zika, oggi ancor privo di cure efficaci. La piattaforma ha identificato molecole potenzialmente capaci di inibire cinque delle sette proteine virali, attualmente in fase di sperimentazione biologica.

Andrea Beccari, responsabile di Exscalate e della piattaforma Drug Discovery di Dompé, ha affermato che «si è in grado di ridurre drasticamente il processo di selezione virtuale su obiettivi farmacologicamente rilevanti per giungere a nuovi composti attivi». E Carlo Cavazzoni, responsabile ricerca e sviluppo di Cineca, ha aggiunto che «presto l’Europa diventerà uno dei maggiori attori nel supercalcolo grazie al potenziamento dell’attuale infrastruttura grazie con un investimento di più di un miliardo di euro».

Inoltre, la piattaforma «consente di approssimare in modo intelligente la logica di esecuzione dell’applicazione in modo da consumare meno risorse di supercalcolo migliorando l’efficienza energetica», ha dichiarato la prof.ssa Cristina Silvano del Politecnico di Milano e coordinatrice del progetto Antarex . E questo è in linea con un altro degli obiettivi della comunità internazionale, ovvero quello di individuare il miglior compromesso prestazioni/consumi energetici, considerati i limiti dell’Unione Europea di un megawatt di consumo per calcoli così sofisticati.